In bici o a piedi per respirare meno smog!

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Tutti, ogni giorno, siamo esposti a una certa quantità di agenti inquinanti, sia mentre andiamo al lavoro che durante una breve passeggiata. Anche quando ci sembra che l’aria sia “pulita”, se ci troviamo in città difficilmente lo è davvero.
Lo smog è all’origine di diverse patologie, più o meno gravi, che affliggono sia il sistema respiratorio, come la bronchite, che il sistema cardiocircolatorio. Dal “semplice” dolore al torace fino all’infarto al miocardio, oltre alle patologie tumorali, l’inquinamento atmosferico è davvero una fonte di rischio da non sottovalutare. Per questo è sempre più importante cercare metodi che ci consentano di ridurre al minimo l’esposizione all’inquinamento atmosferico.

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A piedi, in auto o in bici: più in alto è meglio.

Un test condotto dal King’s College di Londra e confermato da alcuni ricercatori di Leeds, ha valutato tre mezzi di “trasporto”: macchina, bici e piedi per verificare con quale di questi tre, a parità di percorso, si respirasse meno smog.
Sorprendentemente, ma neanche troppo, l’auto è risultata il mezzo più pericoloso: nonostante l’essere chiusi nell’abitacolo ci faccia sentire in qualche modo protetti, in realtà siamo immersi nel bel mezzo del traffico, e il nostro naso è ad un’altezza pericolosamente vicina a quella dei tubi di scappamento. Un problema comune anche a chi si sposta con i mezzi pubblici.

A parità di distanza, i ciclisti respirano cinque volte meno smog degli automobilisti.

La quantità di smog a cui siamo esposti dipende quindi dall’altezza del nostro naso, più che da eventuali coperture. Per questo motivo in posizione intermedia troviamo i pedoni: le loro teste sono molto più in alto rispetto a quelle degli automobilisti e dei ciclisti, ma a causa della velocità del loro mezzo di locomozione passano comunque una discreta quantità di tempo all’aria aperta (e inquinata).

I ciclisti: vincitori a mani basse

Vincono il jackpot i ciclisti: la loro testa è posizionata molto in alto rispetto ai tubi di scarico, e hanno un mezzo veloce, che gli consente di ridurre sensibilmente il tempo di esposizione. A parità di distanza, i ciclisti respirano cinque volte meno smog degli automobilisti.

Questo dipende anche dalla diffusione delle piste ciclabili: i percorsi dedicati consentono ai ciclisti di passare molto meno tempo in strada. Inoltre, il solo fatto di non essere sulla carreggiata riduce l’esposizione di un quarto. Ciò significa anche che una strada dotata di pista ciclabile è più sana anche per i pedoni, perché mette una certa distanza tra le auto e il marciapiedi.

Meno tempo si passa in auto, meglio è. Non solo per l’ambiente, ma anche per la nostra stessa salute.

E se sei troppo lontano? Prova con il bike commuting!

Abbiamo visto, quindi, che meno tempo si passa in auto, meglio è. Non solo per l’ambiente, ma anche per la nostra stessa salute. Ovviamente però, non tutti possono permettersi il lusso di raggiungere il posto di lavoro a piedi o in bici, e spesso l’auto diventa una scelta obbligata a causa anche della distanza dai mezzi pubblici.
In questi casi una soluzione c’è: molto diffusa nei paesi anglosassoni, la pratica del bike commuting è popolarissima proprio tra i pendolari che non vogliono arrendersi all’uso dell’auto. Consiste nel sostituire la macchina e spostarsi, oltre che a piedi o con i mezzi pubblici, con una bicicletta pieghevole. In questo modo, anche se non riusciamo ad eliminare completamente l’uso dei mezzi più inquinanti, ridurremo comunque la nostra esposizione allo smog.

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